ITA vorrei.org, Fabio Pozzi (sep.2016)

Marco Messina è l’uomo dietro le basi e l’elettronica dei 99 Posse, Mirko Signorile un pianista jazz moderno la cui fama a livello anche internazionale è in forte crescita. Negli scorsi mesi questo duo, che a prima vista potrebbe sembrare un po’ strano, ha dato alle stampe un disco d’esordio, “Banaba”, dove trovano spazio gli esperimenti musicali a cavallo tra elettronica e jazz ideati a partire dal 2015 in compagnia di vari amici provenienti dagli ambiti sonori più disparati. Negli undici brani che compongono l’album ci si può infatti imbattere in quartetti d’archi con esperienze a 360 gradi (il Vertere String Quartet), cantautrici italiane in rampa di lancio (Erica Mou), eroine underground dello spoken word (Ursula Rucker) e vere e proprie istituzioni del jazz italiano e mondiale (Paolo Fresu). Il disco non può che essere quindi contraddistinto da una certa varietà di soluzioni, tenute insieme dall’inventiva al piano di Signorile e dai ritmi ed effetti di Messina, entrambi capaci di mettersi al servizio dei brani evitando di strafare. Il risultato è sempre interessante, curato ed elegante in ogni frangente, sia quando ci si confronta con suoni più oscuri ed aggressivi (ad esempio nel brano d’apertura “Dust”, dove rappa Black Cracker, o nel brano con la Rucker “Breathing”) che quando ad emergere è una maggior ariosità pop (“Iblis” con la voce della Mou), sia quando i ritmi aumentano che quando la battuta si fa più lenta. Si pesca molto dall’elettronica geneticamente modificata degli ultimi due decenni, da etichette come Warp e Morr, ma la conoscenza della materia e la creatività di Messina e Signorile donano comunque ai brani luce propria e una certa originalità, anche grazie alla varietà sopra descritta. Voto: 7.5