ITA All About Jazz Italia, Paolo Peviani (oct.2013)

Gli Auanders, ovvero quelli dell’Auand. Nella sua ormai lunga attività, l’etichetta pugliese fondata da Marco Valente ha delineato – insieme a molti musicisti, esordienti ed affermati, prevalentemente ma non esclusivamente italiani – un percorso musicale intrigante e riconoscibile.
Come ogni casa discografica che si rispetti, anche l’Auand svolge funzione di catalizzatore di situazioni, aggregatore di personalità, luogo di incontro per musicisti. In particolare, il 2012 – decennale dell’etichetta – ha visto l’Auand ed i suoi musicisti protagonisti di un certo numero di attività ed eventi, tra cui una serie di concerti a New York (documentati in un gustoso video che abbiamo visto lo scorso anno al festival di Clusone) e la creazione di un nonetto (gli Auanders, appunto) che riunisce alcuni dei musicisti di riferimento della casa discografica.
Come facilmente si intuisce dal titolo, questo album documenta un concerto tenuto a Pisa, nell’Ottobre 2012.
Date le origini della band, l’album si configura come una sorta di sampler. Le composizioni sono equamente distribuite tra i membri della formazione (che hanno scritture molto diverse tra loro), gli orizzonti espressivi coperti sono molto ampi (dalla melodia più ariosa alla frammentazione più libera), si avverte che non c’è una singola individualità che tira le fila dell’organico.
Tuttavia, liquidare gli Auanders come band di un solo giorno e l’album come semplice veicolo promozionale per far conoscere l’Auand ed i suoi musicisti sarebbe riduttivo. Il nonetto ha infatti un sound molto compatto, e la musica – sia pure con le riserve espresse poc’anzi – si muove spesso su livelli più che ragguardevoli.