ITA Audio Review, Enzo Pavoni (jul.2020)

A ventiquattro anni, Michelangelo Scandroglio approda alla prima prova solistica. L’ha realizzata sotto il nobile marchio della Auand, una delle label più attive impostesi nel nuovo millennio, molto attenta a intercettare giovani talenti capaci di raccontare storie interessanti: basti ricordare Gianluca Petrella e Francesco Bearzatti. In due decenni il suo catalogo si è arricchito sensibilmente, ma non è stato gonfiato in modo artificioso, tanto per far numero, con titoli e artisti di seconda categoria. Tra gli appartenenti alle generazioni più giovani, la Auand ha agevolato senza dubbio le affermazioni di jazzisti del livello di Francesco Diodati, Simone Graziano, Dan Kinzelman e Caterina Palazzi, tutti molto considerati nelle classifiche stilate ogni anno dalla stampa specializzata. Pure “In The Eyes Of The Whale” evidenzia alcune basilari peculiarità che spesso contraddistinguono le prove dei musicisti legati all’etichetta pugliese: architetture ricercate, lucidità, personalità, coraggio di rischiare. Il contrabbassista Michelangelo Scandroglio, anche autore dei sette episodi in scaletta, è sostenuto dal pianista Alessandro Lanzoni, dal trombettista Hermon Mehari e dal batterista Bernardo Guerra; nelle vesti di ospiti, intervengono qua e là il chitarrista Peter Wilson e i sassofonisti Michele Tino e Logan Richardson. In questo lavoro nessuno prova a cavarsela a buon mercato ricorrendo a soluzioni scolastiche, a pattern dalle prevedibili escursioni melodico-tonali o a ridondanti improvvisazioni. Vigono invece il senso della struttura e – quando occorre – la necessaria aleatorietà. Sono sufficienti a valorizzare una prova così coesa le imponenti, complesse, elaborate, vivaci “I Kill Giants” e “When The Glimpses Are True”, come del resto l’ingegnosa title track.