ITA corrieredelsud.it, Amedeo Furfaro (jun.2020)

Dalia è il nome del progetto della cantautrice Sara Battaglini sbocciato in un cd Auand “coltivato” assieme al trombonista Federico Pierantoni ed al pianista Enrico Ronzani. Sono versi in note, note in versi per cui il pentagramma è trattato da mouleskine, dove Dalia, e cioè Sara, ha appuntato brevi componimenti-composizioni per lo più in inglese.
L’assenza di una sezione ritmico-percussiva è scelta fatta al fine di far meglio risaltare la liricità dell’insieme sonoro (e letterario) che scorre fluido come gocce di mare, quella che paiono dar tinta alla cover, non a caso uno dei brani più suggestivi è “Conchiglie”, dal testo in italiano. L’inglese comporta un secondo livello di “traduzione” oltre quello della poesia in musica, tanto per rimarcare la raffinatezza dell’operazione. Ma qui non si disquisisce di teorie della complessità applicate al jazz, non sarebbe il caso, vista la linearità a tratti volutamente “semplice” della musica in questione.
Restiamo ancora un attimo sul “discorso” poetico.
Il booklet interno potrebbe già da solo vivere di vita propria in quanto plaquette, rimario che la poetessa, da musicista che non disgiunge l’ispirazione in più rivoli, convoglia in un unico solco. La track list è germogliata in una serra in cui è possibile trovare blue notes (“Tomato & Bacon”). Ma la forma delle dalie è variabile ed infatti l’iniziale “La dama di fango” è un canto di voce e trombone, controcanto in altri punti, sostenuto da clusters pianistici, gruppi di toni che sfornano e sformano armonizzazioni avanzate, ben oltre i più frequentati patterns jazzistici.
“The flowering of violets” si caratterizza anche per un non ricorrente bulbo di accordi mentre nella strumentale “Pull and Spring” ” piano e trombone si alternano nel calcare le modulazioni melodiche della vocalist fra moderato e andante swingato. “Firefly’s lullaby” è una ballad delicata, forse la sua song dalla struttura più classica ed è altresì occasione per una serie di carnosi vocalizzi della Battaglini. ” Oxidized brass” è un pezzo in cui il protagonista è un trombone ossidato di cui Pierantoni “interpreta” al meglio il ruolo. Dopo la nenia vocale di “Saint Nicola’s trip” chiudono il florilegio “Loves makes everyone happy” e “Closing”, anche questa in italiano: ” come il giglio muore / senza maschere / rimane inerme e muto / preda del dolore / danzerà il suo addio senza piangere/ se ne andrà cullando il vento coi suoi petali”. Sensibilità di Dalia, quella a fiore di ninfea.