ITA italiainjazz.it, Stefano Dentice (apr.2020)

Complessità armoniche e ritmiche estremamente interessanti, locupletate da un sound marcato e ben definito. Il tutto guidato da un spirito innovativo. In the eyes of the whale è la nuova fatica discografica ad opera dell’intraprendente contrabbassista e compositore Michelangelo Scandroglio, coadiuvato da tre fulgidi talenti come Hermon Mehari (tromba), Alessandro Lanzoni (pianoforte) e Bernardo Guerra (batteria), ai quali, da ospiti, si aggiungono tre brillanti jazzisti: Michele Tino (sax alto in Bernard War, Disappearing Part I e Disappearing Part II), Peter Wilson (chitarra in Noah, In The Eyes Of The Whale, I Kill Giants e When The Glimpses Are True) e Logan Richardson (sax alto in Noah, In The Eyes Of The Whale, I Kill Giants e When The Glimpses Are True). La tracklist consta di sette brani originali frutto dell’ubertosità compositiva di Scandroglio. Il climax di In The Eyes Of The Whale (seconda traccia del CD) è enigmatico, particolarmente tensivo. Il pianismo di Lanzoni è magnetico, impregnato di ammalianti spigolosità armoniche. Richardson si esprime attraverso un eloquio vibrante, adornato da alcuni fascinosi sprint cromatici. Bernard War è un brano di forte impatto. Qui Alessandro Lanzoni intesse un discorso improvvisativo volutamente sghimbescio, veemente, impreziosito da inebrianti (e frequenti) incursioni nell’out playing che creano suspense, supportato dal comping fitto, stimolante e cangiante cesellato dal tandem Scandroglio-Guerra. Dall’evidente matrice contemporary jazz, In the eyes of the whale è un album in cui l’interplay è vivo, un disco dal quale affiora l’impellenza di esplorare nuovi territori e soluzioni diverse affrancandosi da monotoni cliché, con l’intenzione di imprimere un proprio marchio espressivo.