ITA Jazz Convention, Flavio Caprera (nov.2019)

Il lillà come simbolo di gioventù e spensieratezza; ecco potremmo dire che Lilac for people sta alla musica come il romanzo di formazione sta alla letteratura. La giovane cantante, compositrice ed arrangiatrice, è riuscita in questo progetto, che richiama tutto quello che c’è di fresco ed innovativo nelle sue idee e nella sua vita, ad elaborare un suono particolare, se non proprio originale, in cui riesce a fondere assieme otto musicisti e parti acustiche con elettroniche. Come opera prima non c’è male. Ardire e rischiare, con fare da veterano, premia il suo coraggio e la capacità di usare il jazz facendogli gravitare attorno suoni presi dal pop e dalla fusion e rimodularli attraverso le onde “magnetiche” della sua voce, leggiadra, sottile, elegante e mai sopra le righe. È proprio la leggiadria compositiva e canora a dominare i giri iniziali di Strange Poet. Si ha l’impressione di ascoltare una Rickie Lee Jones meno rude e alcolica ma strutturalmente simile nell’espressività vocale. I musicisti che la circondano, molto preparati, riescono a crearle attorno un’aurea di serena confidenzialità anche quando le composizioni denotano una certa inquietudine creativa (Almond Tree). Lilac for people è un disco interessante, per alcuni aspetti sonori anche innovativo, che necessita di più ascolti per apprezzarne ogni singola nota. Consigliato!