ITA mellophonium.it, Adriano Ghirardo (feb.2020)

Il debutto discografico, per l’etichetta Auand, di Michelangelo Scandroglio non passerà inosservato. Perché, a dispetto della giovane età (classe 1996), il contrabbassista toscano si è già fatto notare ottenendo riconoscimenti del suo talento da parte della critica specializzata. Ma quello che lascia stupefatti è la maturità che pervade le sette tracce, da lui composte, che formano questo disco di esordio. Un gruppo affiatato dal respiro internazionale si muove in perfetta sintonia con le idee del leader: Alessandro Lanzoni (già Top Jazz come talento emergente nel 2013) al piano, Hermon Mehari alla tromba, Michele Tino al sax e Bernardo Guerra alla batteria formano il nucleo basico dell’ensemble a cui si aggiungono, in tre brani, il chitarrista londinese Peter Wilson e il contralto di Logan Richardson, una delle figure più originali della scena contemporanea. Le coordinate sono quelle del miglior jazz moderno in cui, a metriche dispari, linee tematiche e strutture armoniche imprevedibili, fa da contraltare una ricerca melodica che rende il prodotto accattivante seppur nella complessità. Finalmente un disco di jazz italiano che fa i conti con gli sviluppi internazionali del jazz invece di indulgere in patinate ripetizioni del passato e fa ben sperare per l’anno appena iniziato.