ITA Musicheparole, Marco Maiocco (oct.2016)

Piano trio classico questo a guida dell’ottimo pianista napoletano giramondo Franco Piccinno, dall’agile fraseggio e il fresco pensare. Da un punto di vista stilistico siamo, quindi, in pieno mainstream (salvo qualche guizzo più coraggioso), con pianisti come Bill Evans e Keith Jarrett (giusto per intendersi) sempre sullo sfondo o sulla scena. E però, sarà il titolo così al passo con il cruciale tema del secolo (quello delle migrazioni), ben rappresentato dalla dolente e compassionevole title track, sarà il rimarchevole senso dello swing e dell’interplay che anima il terzetto, saranno il gusto e la padronanza tecnica dei protagonisti in gioco, sarà una serie di luminose composizioni originali, che scorrono fluide come sul ghiaccio la pelle dell’orso, risulta davvero difficile non segnalare questa formazione, non suggerire di tenerla a mente. La completano il navigato Aldo Vigorito al contrabbasso e Giuseppe La Pusata alla batteria, le cui ariose evoluzioni ritmiche rievocano (ad esempio) quelle di campioni come Jack DeJohnette e Joey Baron. Bravi.