ITA musictraks.com, Fabio Alcini (may.2019)

Strange Poet apre il disco in modo molto vellutato e con una tromba ad assistere la voce. Ma se l’apertura del brano può rispondere ai canoni del pop, la coda si aggira libera senza steccati.

Anche nel corso di Almond Tree si trova qualche sorpresa: c’è sempre un substrato morbido, e del resto la voce di Francesca si esprime soprattutto sui toni soft. Ma qui la variabile suona più vicino a un prog crimsoniano.

Ritmata la seguente Red Box, in cui i fiati si alleano e procedono compatti per un brano piuttosto speziato.

Piuttosto rapida e un po’ dissonante la sognante e molto old style Teach to Sing.

Passo contenuto per Lilac, quasi una title track e comunque pezzo centrale e pensoso dell’album. Ma il brano ha una doppia vita, e la seconda è molto più animata.

I Get Along Without You Very Well si isola e propone un brano che fa perno soltanto su voce e fiati, finendo però per comunicare idee opposte rispetto a quelle del titolo.

Anche Purity rispetta lo schema in base al quale si parte piano e ci si altera poi durante il percorso, ma stavolta c’è anche spazio per qualche rientro in tranquillità, in quella che diventa una vera e propria suite.

Chiusura piuttosto tranquilla e malinconica con I Have Heard, con la voce che dialoga con il pianoforte.

Francesca Gaza (& amici) confeziona un disco elegante, levigato, di alto livello, anche complesso ma di fruizione lineare. Saltando da una parte all’altra delle barriere di genere, l’album indica qualche nuova strada e si mantiene consistente dall’inizio alla fine.