ITA offtopicmagazine.net, Mario Grella (dec.2019)

Far dialogare il pianoforte con uno strumento diverso dal violino è sempre un rischio, figuriamoci con una ammasso di aggeggi elettronici, materiale da maneggiare con cura. Ci hanno provato Samuele Strufaldi e Tommaso Rosati con 1.15K nuovo disco per la collana Auand Beats della etichetta Auand Records, appena uscito in versione esclusivamente digitale (direi coerentemente con il contenuto).
Il titolo allude alla temperatura più bassa conosciuta nell’universo, all’interno della nebulosa “Boomerang”. Non so perché, ma questo fenomeno fisico causato dalla velocissima emissione di enormi quantità di gas e materia incandescente, dalla stella al centro della nebulosa che raggiunge temperature bassissime, ha ispirato il lavoro dei due musicisti. Forse perché il pianoforte è uno strumento decisamente “caldo” e l’elettronica, per definizione, appartiene ad un universo “freddo”.
Bisogna ammettere che l’astronave del duo Strufaldi-Rosato sembra muoversi bene nella galassia, lo si capisce già da Collisio il brano di apertura che, benché evocante sciagure siderali, lascia nelle orecchie un bel retro-suono di cose essenziali. Molto bello e godibile il “pastiche” di Kessler Syndrome. Un equilibrio quasi perfetto, non solo per la una distribuzione di tempi e di parti, ma anche per la compartecipazione di uno strumento tradizionale con l’armamentario elettronico che, a mio modo di vedere, raggiunge l’apice con il brano che dà il titolo all’album, dove si fatica a comprendere quando finiscono gli “armonici” del pianoforte e incominciano le turbolenze elettroniche. Particula invece sembra partorito dall’incontro di una partitura di Anton Webern con le lamentazioni di un “sonar”, attraverso un fitto e continuo dialogo tra le due componenti musicali.
Album molto originale e di difficile etichettatura, e questo è sicuramente un buon segno, in un epoca di contaminazioni, che ci libera da quell’impulso “catalogatorio” che spesso ci fa dimenticare l’ascolto come atto istintivo. Mentre scrivo, mi abbandono al mare della tranquillità di Loop Quantum Gravity che chiude il bel lavoro di Samuele Strufaldi e Tommaso Rosati, con con un “noise” frusciato da una frequenza radio non più percepibile. Intraprendete il viaggio siderale con fiducia.