ITA offtopicmagazine.net, Mario Grella (mar.2020)

Ho sempre un po’ di timore ad ascoltare un lavoro discografico, dove la chitarra elettrica la fa da padrone. È un pregiudizio, lo so. Purtroppo per chi è cresciuto a Jimi Hendrix, Carlos Santana, Eric Clapton, Pat Metheny, Paul Motian e Leo Kottke, tanto per buttare lì (a casaccio), un po’ di nomi che siano congruenti con la mia età, tutto il resto tende a sembrare una vana rincorsa a qualcuno di irraggiungibile. Discorso stupido? No, profonda ed inconscia verità, depositata e sedimentata nel cuore. Mi ci vogliono sempre due o tre brani prima che io riesca davvero a concentrarmi sulle sonorità di una chitarra.
Qui però, nell’album Storytellers, del trio Yerkir, dove, oltre alla bella chitarra di Paolo Bacchetta, ci sono anche l’amabile Hammond di Giulio Stermieri e la batteria dalle sonorità discrete di Zeno De Rossi, sembra tutto facile. E allora, messi da parte riferimenti e paragoni impossibili, mi concentro sulla musica e se questa “va giù come il rosolio”, allora mi appassiono. Questa appunto scende come il rosolio, ma fa anche sobbalzare come l’olio di ricino (un giorno spiegherò ai più giovani di cosa si tratti), poiché The Storytellers è un disco godibile e problematico, consonante e dissonante. Avendo una innata predisposizione psicologica per l’intimismo e l’introspezione, vi consiglio di cominciare ad ascoltarlo dal “minimale” e soavemente ipnotico Abacus, ma naturalmente si tratta di una predilezione personalissima. In realtà tutto il lavoro è meditato, studiato e, perché no, visto che non è un peccato, anche molto ben confezionato. E cosa dire di Sournoise? Coraggioso brano che come un cavo da funambolo è teso tra progressive e noise, degno della migliore sperimentazione, ma affascinante come può esserlo una variegata e appassionante cavalcata in una prateria sonora. Jean, invece, una ballad tutta giocata sui colori sonori della intimità, accarezza il nostro orecchio e lo prepara ad altre impennate, così come Annette, soave e mai troppo consolatoria, con quella batteria instabile e quella chitarra che “defribilla” le nostre anime, spesso paralizzate dalla banalità. The Storytellers è il risultato di una idea nata nel corso di una residenza artistica tenutasi a Bisceglie nel 2017. Un altro gioiellino inanellato dall’etichetta Auand Records di Marco Valente, gioiellino non da esibire, ma da serbare gelosamente.