ITA ondalternativa.it, Tatiana Granata (feb.2020)

Se vi capitasse di chiedere a David Crosby della sua relazione con Joni Mitchell, vi risponderebbe più o meno: “eravamo tutti innamorati di lei, passavamo le notti intere a casa nostra a discutere dei nostri ideali e a fare musica. Quando suonava lei, tutti ascoltavano in religioso silenzio, perché sapevamo che lei era la migliore di tutti noi”. Joni sapeva dipingere con i colori e con le parole, e le sue canzoni si articolavano con estrema ricercatezza e sviluppo armonico, al servizio di una visione poetica sorprendente. Energia femminile che si imprime nell’anima di chi ascolta.

Lilac People si rigenera di quella stessa energia, in tutta la sua complessità genetica che mai coglie le apparenze ma si getta con l’anima nelle sfumature. È un disco che esprime molta consapevolezza, sia nelle sapienti progressioni armoniche che negli arrangiamenti, raramente al di fuori della dichiarazione di intenti che Strange Poet ci suggerisce fin da subito. Jazz. Moderno, che ammicca a certo Pop, che non disdegna la lezione romantica dell’800, ma che dimostra fin da subito una vasta conoscenza musicale vissuta senza pregiudizio. Musica vissuta con devozione e amore. In poche parole Jazz. La cosa che sorprende di questo lavoro è l’orchestrazione tra i musicisti che molto disciplinati sì intrecciano alla voce e alle linee melodiche, 8 anime che suonano insieme con classe e raffinatezza, dove anche l’uso dei trattamenti elettronici sembra avere un cuore che batte.

Un disco senza Ego, ma con una forte personalità. Molto piacevole al buio, perché ricco di tinte e temperature che accompagnano il silenzio della notte con umile passione. Immaginate di trovarvi di fronte a una persona bellissima, sconvolgente, elegante e colta, con cui è piacevole conversare tutta la notte ammirando con entusiasmo i lineamenti quasi perfetti. Un animo gentile e una bellezza infinita che decide di passare del tempo insieme a voi. La sentite anche voi quella strana sensazione? Sì, anche io.

È difficile da tradurre ma c’è, e ad un certo punto della vostra serata da sogno diventa predominante. Le suggestioni, le parole, gli sguardi, i sorrisi e i calici di vino e ad un certo punto vi accorgete di non ricordare nulla di ciò che vi ha detto. Lilac for People trasporta questa sensazione con sé.

Non so se sia per quel carattere autodefinito sperimentale, per coerenza o addirittura per ingenuità artistica, ma non resta niente, non ricordi un dettaglio, un racconto. Resta solo la sensazione imbarazzante che sei stato davvero bene ma non sai perché. E improvvisamente ti accorgi che dentro di te si spegne quel flebile pensiero che forse poteva nascere qualcosa di unico fra voi. Troppo bella per te. Da ascoltare nel silenzio della notte, ad occhi chiusi, quando tutto il mondo è addormentato.